Cosa penso di Stellantis

Gli Elkann si sono definitivamente scavati la fossa

Appena letta la notizia Fca-Psa, Elkann e Manley: “Stellantis sarà leader nella prossima era della mobilità” di la Repubblica non potevo non scrivere due parole su ciò che accadrà, e sul perché secondo me la famiglia FIAT si è definitivamente scavata la fossa verso il fallimento.

Giusto per precisare, Stellantis è la fusione dei due gruppi che comprendono i seguenti marchi

  • FCA: FIAT, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Abarth, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Maserati, SRT (praticamente un’insalata)
  • PSA: Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall

e, giusto per precisare, non me ne frega niente delle origini e le motivazioni che ha portato alla scelta del nome Stellantis visto che in primis non me ne frega niente, e solo in un secondo momento spero vivamente nel fallimento totale del gruppo. Io spero seriamente che la chiusura della serranda arrivi il prima possibile.

Ma facciamo un passo alla volta.

La storia di Fiat, Alfa Romeo e Lancia che conosco io

Sarò breve e conciso, anche perché oggettivamente c’è veramente poco da dire. Voglio partire dalla Trepiuno, concept della FIAT presentato nel 2004 come anticipazione di quella che sarà la 500 che oggi conosciamo tutti. La Trepiuno ha segnato un ruolo molto importante per la casa degli Elkann perché ha segnato l’inizio della furiosa ecatombe per la casa automobilistica torinese. Dal 2004 ad oggi, la FIAT, oltre alla 500, non ha inventato niente di nuovo, niente di utile (e soprattutto niente utili) e nessuna evolutiva tecnologica.

Nel 2005 arriva Marchionne, che oggettivamente non ha inventato mai nulla in casa FIAT, tranne che portare avanti la tradizione dal 1977 della casa automobilistica nel chiedere aiuti economici allo Stato Italiano pena la chiusura degli stabilitimenti italiana e quindi la promessa di tanta, ma proprio tanta, disoccupazione in più.

Nel 2006, per i Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 FIAT presenta l’auto testimonial, la Sedici, auto strepitosa fatta però dagli amici Giapponesi di Suzuki. Difatti, se vi capita il libretto di circolazione di una FIAT Sedici tra le mani, io ce l’ho quindi vinco, leggete che all’interno c’è scritto MAGYAR SUZUKY CORPORATION. Tu, produttore italiano, presenti un’auto testimonial alle olimpiadi invernali italiane, e lo fai con un’auto che viene costruita dai giapponesi. Questa non è discriminazione, anzi, i giapponesi sono anche troppo bravi a costruire auto, ma questo lascia già capire cosa sta accadendo alla casa automobilistica.

FIAT non fa utili. Le sue auto non le compra nessuno, ovvero le comprano solo in Italia perché all’estero sono abituati a ben più alta qualità, quindi continuando a non produrre utili succede che nel 2014 Marchionne prende la palla al balzo e va da Obama con la promessa di resuscitare dei marchi oramai morti (Chrysler e compagnia cantante) e si fa dare i soldi per fare una fusione, chiamandola FCA, Fiat Chrysler Automobiles. L’acronimo dell’acronimo.

Una fusione permette a Marchionne di mettere le mani su progetti già esistenti e quindi la FIAT fa il suo bel Freemont copiandolo dal Dodge Journey della quale ne ha acquisito tutti i diritti, ridisegna le varie Jeep e le importa in Italia, prende la nuova Renegade e ne costruisce un clone chiamandolo 500X e mandando in pensione la Sedici. Cambia ogni anno colore alla Lancia Ypsilon e alla 500.

Per mancanza di idee chiude la produzione di Alfa Mito e le varie Lancia (salvando solo la Ypsilon). Solo dal 2016 si è vista qualche novità (Giulia, Stelvio e Tipo) ma poi si è fermato tutto.

Riguardo quest’ultima, la Tipo, esistono in giro italiani che dopo l’acquisto elogiano l’eccellenza italiana. Davvero. No, dico sul serio.

Un intero gruppo automobilistico composto da 10 marchi diversi che si basano su 3 soli modelli: Una Giulia che non ha nulla di nuovo rispetto a ciò che BMW produce da decenni, uno Stelvio che è un SUV e non ho altro da dire, e un’auto che porti a casa con 11 mila Euro. 10 marchi, 3 auto.

Si, ma per il fiattaro, in FCA va tutto bene.

Nel frattempo nonostante i soldi sganciati dallo Stato Italiano, e quindi dagli italiani, gli stabilimenti sono stati smistati in giro per i paesi stranieri, la Fiat 500 e la Lancia Y la fanno a Tychy (Polonia), la Fiat Tipo la fanno a Tofas (Turchia). La Panda viene fatta a Pomigliano, ma sarà presto spostata anch’essa in Polonia. La 500L viene fatta a Kragujevac (Serbia). Eh ma è l’eccellenza italiana!!!

Ci tengo a precisare una cosa molto importante: qua non si tratta di razzismo o no, qui si tratta che con tutte le risorse che lo Stato Italiano ha dato alla FIAT (a fondo perduto), che alla fine abbiamo pagato noi italiani, come minimo tutte le produzioni dovevano avvenire qui in Italia e dare lavoro e contributi agli italiani che ci hanno rimesso.

Voci di corridoio dicono che tutte le altre (500X, Renegade, Maserati, e qualche altra cosa) le producono in Italia, ma date tempo al tempo.

La Fiat 124 Spider, prodotto ridisegnato dalla storia di FIAT, la fanno in Mazda.

La 500 elettrica l’hanno fatta presentare ai francesi.

Quest’anno, causa crisi per covid, FCA presenta domanda per un finanziamento pubblico di 6 miliardi, garantiscono ancora gli italiani. Un mese dopo arriva la fusione con PSA e la chiamano Stellantis ma sarà solo il colpo di grazia per quello che è un gruppo automobilistico fallimentare.

Che cosa accadrà da adesso in poi, secondo me

La fusione porterà “alle stelle” (capito il gioco di parole? Eh? Eh?) le quotazioni in borsa, che effettivamente sono la cosa più importante per un costruttore d’auto, mentre le idee di nuovi modelli restano ancora campati per aria. Noi stiamo aspettando ancora la Tonale dal 2019 ma non abbiamo ancora capito che si tratta di una concept car e che probabilmente non la vedremo mai.

Elimineranno la produzione della FIAT Panda perché quella caffettiera i francesi non la vogliono. I francesi non ne capiscono di caffettiere, e comunque vende troppo poco se ad acquistarla sono solo gli italiani. Non so che fine farà la Giulia visto che addirittura nel 2019 la svendevano del 60% pur di venderla, perché a mio gusto sarà anche una bella macchina, ma il problema è che nessuno la vuole. Non credo quindi che sia un progetto che durerà ancora a lungo.

Un’idea per rilanciare il marchio Alfa è quello che i giornalisti distribuiscono con il nome di B-SUV. Voci di corridoio dicono che hanno cercato di utilizzare i telai delle auto francesi, e a negazione di questi ultimi probabilmente il pensiero cade sul telaio della 500X. Un’auto rivoluzionaria per rilanciare un marchio ormai morto basato sul telaio della 500X. Gli alfisti saranno contenti.

Dall’altra parte del mondo, inoltre, Ford presenta il prodotto definitivo che ammazzerà definitivamente tutto il marchio Jeep che nel frattempo non ha la possibilità di investire denaro per la creazione di nuovi prodotti e lascerà in listino ciò che c’è attualmente. Evidentemente sono tutto troppo impegnati ad investire gli ennesimi soldi ottenuti dal Governo Italiano per pubblicizzare la stessa merda che ci propinano da anni. Ford, ha preso due opere d’arte quali l’F-150 e la Mustang, due prodotti d’élite, li ha fusi e ha creato un terzo prodotto d’élite, una roba straordinaria: il nuovo Bronco. Un mezzo eccezionale presentato in diverse variazioni tra cui sia fuoristrada che suv, e con decine di personalizzazioni e che riesce a fare più di quanto non riesca a fare oggi il Wrangler, per quanto io possa amarlo.

Forse in Ford avranno aspettato esattamente il momento della fusione per presentare il suo prodotto (non un concept, non un prototipo, una roba vera, in vendita a breve) in grado di disintegrare il concetto di SUV che ha drogato gli europei tutti fino ad oggi? Forse si, e se è così oltre che ad essere dei gran costruttori sono anche dei fottuti geni del marketing.

Secondo me questa immensa farsa di Stellantis, non durerà a lungo, sembra proprio che gli Elkann abbiano intascato i soldi della fusione da parte dei francesi per permettergli (ai francesi) di poter entrare anche nel mercato USA. Alla fine sono i numeri che contano, e se i numeri di vendita delle auto italiane non migliorerà, e non miglioreranno, ai francesi sarà dato tutto il diritto di chiudere definitivamente le produzioni e gli stabilimenti.

Il mercato dell’auto si è definitivamente mostrato per quel che è. Zero passione per le automobili, tutto a favore dei dirigenti che cercano fusioni a destra e a sinistra per potersi garantire quel posto che a causa delle basse vendite sta per crollare.

Poi, alla fine, arriva questo: Gruppo FCA sotto indagine per le emissioni, perquisizioni della GdF di Quattroruote e niente, va bene così.

Io l’abito funerario l’ho già preparato. Mi sbaglierò? Magari! Ma me lo auguro sul serio, altrimenti quei pochi stabilimenti rimasti italiani che producono auto lasceranno operai senza lavoro. I primi che devono sbrigarsi a cercare un nuovo lavoro prima della fine totale sono quelli dello stabilimento di Cassino, dove vengono prodotte Giulia e Stelvio. La Giulietta è già stata dismessa.

La colpa non è assolutamente degli operai, ma di quei 4 ingegneri e designer che dovrebbero essere cacciati via con i forconi, dalla quale dipende il lavoro di tantissime persone.